Abbiamo voluto le primarie e abbiamo vinto una scommessa


La strada di Demos è solo all’inizio. Ora si fa la lista.

Ce l’abbiamo fatta, abbiamo fatto le primarie, per la prima volta nella storia, il centrosinistra a Cassino ha lasciato scegliere ai cittadini il candidato a Sindaco della coalizione. Tutti soddisfatti, anche chi non le voleva, non ci credeva e continua a non crederci. 

Congratulazioni ad Enzo Salera che ha dimostrato di avere la capacità di aggregazione elettorale più forte e che da oggi guiderà la coalizione. Complimenti a Sarah Grieco per aver raccontato, anche lei, un’idea di città giovani e universitaria che ha convinto molte persone.

Democrazia Solidale sarà al loro fianco in questa campagna elettorale con lealtà e facendo del proprio meglio come è stato per le primarie. 

Noi siamo soddisfatti di questa esperienza: un mese fa non esistevamo, in poche riunioni si sono avvicinate spontaneamente diverse decine di persone nessuna delle quali con esperienza politica ma tutte con la voglia di non arrendersi, di non cedere all’antipolitica qualunquista e di rimboccarsi le maniche. In 48 ore abbiamo raccolto quasi 500 firme e in sei giorni ne abbiamo invitati altrettanti a votarci alle primarie. Nessuno è stato “portato” a votare, anzi, diverse persone, dopo aver votato per me sono venute a cercarmi perché volevano conoscermi. Così come altrettante sono state le persone che mi hanno detto di non avermi potuto votare per diversi motivi ma che sono felici della nostra iniziativa.

Questo per dire che, certo, noi le primarie le abbiamo perse, ma crediamo di aver vinto una scommessa: abbiamo dimostrato che il voto non è tutto organizzato ma è composto da tantissime persone libere, che non votano su richiesta o su indicazione, ma, semplicemente si informano, capiscono e scelgono. Che non permetterebbero a nessuno di scrivere il proprio nome su una lista da spuntare e che considerano la forza di ogni singolo voto il vero potere del popolo e dunque l’essenza stessa della democrazia. 

Altro che “voto inutile” come qualcuno ha provato a dire!

Vorrei ringraziare innanzitutto le donne e gli uomini, i giovani che, credendo in Democrazia Solidale, in queste settimane hanno lavorato in segreteria o hanno battuto i marciapiedi facendo volantinaggio. Ragazzi, ci abbiamo provato e abbiamo dimostrato che è possibile provarci, dal basso, senza apparati e senza cooptazioni, senza partiti e senza poteri forti, soprattutto senza doversi turare il naso ma con la convinzione, la leggerezza, la speranza che ne sia valsa la pena. Abbiamo proposto un’idea di città nuova ma soprattutto un’idea di politica nuova, libera, competente che sia davvero un’esperienza di servizio. E la nostra non è la solita retorica di chi da anni ormai ruba le nostre parole d’ordine: comunità, condivisione, progettualità, concretezza, testimonianza, entusiasmo rappresentano nient’altro che la nostra vita di tutti i giorni.

Ora siamo impegnati a compilare la lista dei candidati di Demos e stiamo cercando persone in gamba che non hanno paura di “gettare il cuore oltre l’ostacolo”, che non si arrendono all’idea che “tanto non cambierà mai nulla”, che vogliano assumersi la responsabilità, rimboccandosi le maniche, di cambiare la politica per cambiare la città. Giovani, donne e uomini che non lasceranno la politica nelle mani dei politici di professione, che sono orgogliosi del lavoro fatto finora, che sanno sorridere soprattutto nelle difficoltà, che considerano un onore meritare la fiducia degli elettori. A partire dai ragazzi, quei sedicenni che abbiamo incontrato davanti le scuole e che erano delusi per non essere stati informati di poter votare alle primarie. Non è vero che loro si disinteressano della politica mentre è vero che la politica, disinteressandosi di loro, gli impedisce di essere protagonisti. La strada di Demos è solo all’inizio.

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