Un Piano sportivo partecipato per valorizzare Cassino


Il ruolo dello sport per lo sviluppo economico e la valorizzazione del territorio
Lo scorso weekend l’ASD Exodus Cassino, guidata da Aldo Terranova, ha organizzato la fase regionale della Coppa Italia di Scherma, che ha coinvolto oltre 450 atleti provenienti da tutto il Lazio. Non avendo trovato una location adatta, alla fine la gara si è svolta nel centro commerciale di Pontecorvo dove c’era spazio sufficiente per installare le pedane, mentre nella nostra città non siamo riusciti a trovare un posto adatto. Cassino, con tutto il rispetto per la tappa del Giro d’Italia, ha sempre avuto tanti eventi sportivi, considerati “minori” che potrebbero portare a Cassino migliaia di persone, se ci fossero migliori condizioni per lo svolgimento degli eventi. 
Il che significa, come sappiamo, turismo, commercio, promozione del territorio. 
La ricchezza del mondo sportivo cassinate, composto da tantissime associazioni, società ed enti di promozione sportiva ma anche dai percorsi formativi dell’Università con Scienze motorie e del Liceo scientifico “G. Pellecchia” che ha da poco istituito l’indirizzo sportivo, avrebbe dovuto già da tempo suggerire alle precedenti amministrazioni comunali l’opportunità di promuovere un coordinamento con diversi obiettivi, a conferma di quel ruolo di “cabina di regia” che dovrebbe avere un comune capace di promuovere le risorse del territorio, secondo il principio della sussidiarietà.
Lo sport è un valore sociale, un motore di sviluppo, uno strumento di prevenzione, un’opportunità per innalzare la qualità della vita di tutta la città. Tutti gli attori potrebbero rendersi co-protagonisti di un progetto che preveda una gestione coordinata degli impianti esistenti ed un piano sviluppo di nuovi impianti con il coinvolgimento di privati ma anche con lo sviluppo di partenariati ampi per intercettare fondi pubblici. Per ospitare eventi sportivi servono impianti ed un programma di sviluppo condiviso è indispensabile. Allo stesso tempo una programmazione di ampio respiro potrebbe significare anche maggiori opportunità occupazionali per i tanti giovani che studiano scienze motorie ma anche prospettive di ricerca per esempio sull’inclusione sociale o sulla relazione tra sport e qualità della vita. Ricordiamo che c’è un allarme per il progressivo abbandono della pratica sportiva da parte degli adolescenti e, più in generale, per i danni alla salute provocati dalla sedentarietà.
Ma la promozione di un forum tematico permanente con i protagonisti dello sport cassinate sarebbe anche un incentivo allo sviluppo economico attraverso l’incremento di eventi, congressi ed anche scambi sportivi internazionali. Sempre per andare oltre le corone commemorative, non dico nulla di nuovo se penso al coinvolgimento dei Paesi della Battaglia di Montecassino in un’Olimpiade della Pace capace di coniugare sport e valori di fratellanza internazionale. 
Credo che un Comune debba essere capace di diffondere un’idea forte dello sport e delle sue potenzialità ricreative, educative ed anche economiche. Debba promuovere manifestazioni importanti in grado di coinvolgere molti giovani, magari attraverso le scuole (che fine hanno fatto i tornei studenteschi?) e gli enti di promozione sportiva. Possa organizzare momenti formativi rivolti agli operatori del mondo sportivo provenienti da tutta Italia. Per non parlare di integrazione, di multiculturalità e di solidarietà per cui lo sport resta un viatico formidabile. 
Una politica sportiva comunale condivisa e partecipata da tutte le realtà sportive dovrebbe avere anche una strategia di coinvolgimento dei privati disponibili a diventare partner stabili fin dalle fasi della programmazione sportiva comunale. Partner privati che invece oggi vengono chiamati solo all’ultimo minuto, da questa o da quell’altra società, quando servono gli “sponsor”.
Ultima riflessione ma non ultima in ordine d’importanza il legame tra sport e periferie: il crescente disagio sociale giovanile può essere efficacemente contrastato attraverso la promozione sportiva e questa è una sfida per la quale abbiamo già, come Exodus, registrato più volte la disponibilità di tutti a partire dal CUS e da Carmine Calce. Un pallone da basket e due canestri in ogni periferia sarebbero un segnale di speranza contro spaccio e degrado. Anche questa è una responsabilità che dobbiamo assumerci insieme.
Nella “coincidentia oppositorum” che talvolta accompagna la realtà, chissà che l’agonia di questa nostra città non possa essere fermata proprio dall’agonismo sportivo di un mondo fatto di migliaia di persone che credono ogni giorno di dover fare del proprio meglio per migliorare i propri risultati. E’ anche quello che dovrebbe fare Cassino.
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