Consigliere per caso, ma fino ad un certo punto!


“Tanto tuonò, che piovve!” Antico quanto infallibile, il detto infine si è avverato, inesorabile come la canicola che da sempre attanaglia questa città nei dintorni del solstizio d’estate. E così, il nostro ‘Consigliere per caso, ma fino a un certo punto’, si è ritrovato catapultato nel bel mezzo di quello che viene già additato come “uno dei Consigli Comunali più giovani di sempre”. Solo una robusta dose di autoironia, e di incoscienza di sé, ha permesso al malcapitato di sorridere mentre dettava le proprie generalità al funzionario incaricato: da almeno un paio di decenni, l’esser nato il Primo di aprile allevia la pena inflittagli dal fuggire vorticoso degli anni, donandogli ogni volta un illusorio refolo di gioventù, un filo di vento che gli soffia alle spalle, a rianimare l’autostima in caduta libera minando al contempo l’integrità delle sue vertebre cervicali.
All’ansia da prestazione che gli attanagliava la gola alla vista degli scranni della Sala Consiliare, il nostro ‘giovane’ fra i giovani ha dovuto sommare il surplus d’emozione causatogli dall’essere un tardivo ‘figlio d’arte’. Leggere di nuovo il proprio cognome nell’elenco degli eletti, cinquant’anni dopo quello di suo padre, ha generato in lui un sentimento finora sconosciuto, un senso di malinconia e di nostalgia, ma anche di responsabilità verso una memoria da onorare: non sarà facile essere all’altezza di un uomo venuto dal niente a difendere gli umili e gli ultimi delle periferie e delle propaggini rurali di questa città, ma anche quelli della sua terra d’origine, la Valle dei Santi, sia in questa Sala che in quella del Consiglio Provinciale, negli anni ‘60.
A pensarci bene, dopo aver snobbato per decenni la politica attiva, il ‘Consigliere per caso, ma fino a un certo punto’ non ha saputo resistere all’ultima chiamata per il ‘figlio d’arte’, una specie di richiamo della foresta proveniente da una formazione nuova di zecca, composta da persone perbene, una nicchia pulita da cui poter finalmente declamare le proprie idee, le proprie ragioni, i propri sogni, un’enclave blindata da cui proclamare la propria diversità e illustrare con rinnovato orgoglio il proprio DNA.
E così, il ‘Consigliere per caso, ma fino a un certo punto’ ha messo in campo la propria voce, diversa fra i ‘diversi’, fra quelli della cosiddetta ‘mezza lista’, la lista dei boy scouts, incautamente derisi e snobbati a destra e a manca, ma subito guardati con sospetto dai più avveduti. E così, nella lista oggi promossa con degnazione da ‘mezza’ a ‘tre quarti’, nella lista che… “bravi, però adesso state a cuccia che tanto non toccate palla”, in mezzo a ben 839 voti inattesi quanto determinanti, sono comparse le sue 89 preferenze, sbucate dal nulla, a fari spenti, fiorite dall’affetto degli amici, e da quello seminato in tanti anni di lavoro fra i ragazzi, un affetto donato e ricambiato nel tempo. Un affetto che fa bene al cuore, non solo a quello del ‘Consigliere per caso, ma fino a un certo punto’, ma anche a quello di chi spera in un futuro migliore, un futuro in cui basterebbe fare cose normali per sembrare donne e uomini eccezionali.
Eppure, l’ansia, lo stress, l’emozione, l’orgoglio personale, tutto è svanito pochi minuti dopo l’inizio del primo Consiglio. Il piacere di ascoltare il proprio nome dagli altoparlanti si è stemperato nel desiderio di capire i meccanismi e le procedure, nell’urgenza di collaborare a espletare le prime formalità, ma anche nel bisogno di cercare conforto nello sguardo tenero di un figlio appostato dietro le transenne, oltre che nella necessità di studiare i volti dei presenti, quelli degli amici e quelli degli avversari, per imparare l’arte della politica dai marpioni più navigati e individuare i mille potenziali pericoli insiti in questa nuova avventura. Già, perché, oltre che attaccare, sarà importante soprattutto imparare a difendersi, a quanto pare.
Perciò, se il nostro ‘Consigliere per caso, ma fino a un certo punto’, dopo aver partecipato da apprendista silente alla seduta d’insediamento, dovesse scegliere per sé e per i suoi compagni d’avventura un animale simbolico, adatto a rappresentarne l’attuale stato d’animo, forse opterebbe per il delfino, un mammifero acquatico, simpatico e giocoso, ma soltanto in apparenza. D’altra parte, i delfini danzano dalla notte dei tempi fra squali, orche e barracuda, sopravvivendo con successo alla selezione naturale, dopo aver sviluppato, fra le altre cose, un linguaggio complesso, paragonabile solo a quello delle balene. Ci piace pensare che forse, oltre a una notevole e comprovata abilità difensiva, la ragione del loro successo risieda anche e soprattutto nell’elaborazione di una propria lingua, magari colta e ironica al punto da mettere in soggezione lo spirito da bulli di specie più feroci, ma rozze nei modi e nella favella limitata a pochi, noiosi e fetidi grugniti.
Non avrà un compito facile, il nostro ‘Consigliere per caso, ma fino a un certo punto’: al termine dell’infinita teoria dei “Buon lavoro!”, “Complimenti!” e “Ti tengo d’occhio!”, ci sarà da dimostrarsi degni della fiducia concessagli da chi lo ha votato, ci sarà da soddisfare la curiosità di quelli che “io non ti ho votato, ma mi fa piacere che tu stia lì”, ci sarà da difendersi dal pessimismo del “machitelhafattofare” e dalla cattiveria di quelli che girano intorno ringhiando contro chiunque si interponga fra l’osso e le zanne.
Eppure, in mezzo a tutto ciò, il nostro ‘Consigliere per caso, ma fino a un certo punto’ troverà sempre da sorridere delle mille sfaccettature della miseria umana, osservando per la prima volta dall’interno questa vispa ed eterna ‘batracomiomachia’, e tuttavia sempre col distacco di un entomologo al microscopio o, se volete, di un vecchio astronomo seduto dietro a un telescopio piantato sulla Luna, in mezzo al Mare della Tranquillità.

Buona consiliatura a tutti i miei nuovi colleghi, e buona estate a tutti i miei concittadini, sperando, con rinnovata fiducia, in un futuro migliore.

Bruno Galasso

Consigliere Comunale, Gruppo Democrazia Solidale – DEMOS

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