La coesione sociale è l’unica prospettiva di senso


Intervista a Luigi Maccaro raccolta da Stefano Di Scanno, Direttore de L’Inchiesta.

Com’è stato l’impatto con la pubblica amministrazione dopo tanti anni nel privato sociale?

Affascinante! Ho trovato tante persone che lavorano con impegno, passione e professionalità con le quali mi sono trovato subito a mio agio. I problemi sono tanti, le risorse poche ma non ci si scoraggia. In questi giorni sto cercando di ascoltare il più possibile tutti per conoscere la situazione ma soprattutto per confrontarmi sulle prospettive possibili: progettare insieme è la strada maestra per passare dalla gestione delle emergenze ad una visione competente e partecipata di un Assessorato che sia capace di valorizzare le risorse del territorio, persone e organizzazioni.

Quali sono le cose che ti preoccupano di più?

Senz’altro alcune situazioni che riguardano minori appartenenti a nuclei familiari in difficoltà sociale ed economica. Ci sono delle vere e proprie emergenze che ci danno la misura di quanto, da troppo tempo, non si riesca più a fare prevenzione. Poi c’è l’emergenza abitativa sulla quale abbiamo aperto un fronte di collaborazione molto interessante con l’Ater. Presto ci saranno dei loro funzionari presso la casa comunale per rispondere direttamente agli inquilini. Sono in corso gli espletamenti necessari al reperimento di nuovi alloggi che potrebbero essere disponibili già nei prossimi mesi. Ci sono progetti di housing sociale sui quali contiamo moltissimo. La casa è garanzia di dignità per le persone ed è una delle nostre principali preoccupazioni.

E i progetti in cantiere?

Credo sia necessario attivare un servizio di consulenza psicopedagogica per supportare le famiglie in difficoltà per quanto riguarda le responsabilità genitoriali con l’obiettivo di scongiurare il più possibile il collocamento in struttura dei minori. Abbiamo intenzione di rilanciare l’affido familiare attraverso un corso di formazione che attiveremo entro l’autunno. La prossima settimana farò visita ai “ragazzi” dei quattro Centri Sociali per gli Anziani di Cassino con l’intento di conoscere i problemi ma soprattutto di promuovere le potenzialità ed il protagonismo di queste realtà che hanno tantissimo da dare alla città. Con l’apertura delle scuole, insieme a Concetta Tamburrini, Assessora all’Istruzione, rilanceremo l’idea del Consiglio comunale dei Giovani affinché abbiano spazio istituzionale per promuovere il protagonismo delle nuove generazioni.

Come saranno i rapporti con il volontariato? Ci sarà finalmente la consulta tanto attesa dalle onlus?

Devo dirti che più che consultare il volontariato mi interessa lavorarci insieme. Vorrei che nei locali dell’Assessorato le associazioni si sentissero a casa loro. Certo, ci saranno i tavoli tematici permanenti per l’analisi dei bisogni e la condivisione delle strategie, ma soprattutto ci saranno dei gruppi di lavoro e co-progettazione anche con il coinvolgimento di altri assessorati. Abbiamo preparato una bozza di regolamento per promuovere i rapporti fra l’amministrazione ed il Terzo settore, anche alla luce della recente riforma. Ci sarà una fase di riflessione comune affinché la stesura finale possa avere la più ampia condivisione possibile e poi si passerà in Consiglio Comunale per l’approvazione. Ma abbiamo già iniziato a lavorare insieme.

Dalla minoranza sollecitano il Sindaco su un argomento che ti è molto caro: i negozi di cannabis. La tua posizione è nota ma come intendi muoverti sull’argomento?

Si usano certi argomenti in maniera strumentale solo per fare polemica ma almeno su questo posso dire con certezza di avere le idee molto chiare. La questione dei negozi di cannabis è ampiamente dibattuta a livello nazionale ed è sciocco pensare che l’Amministrazione comunale possa assumere provvedimenti per dare seguito ad una sentenza della Cassazione: sono materie su cui il Comune non ha alcuna competenza. Piuttosto stiamo lavorando per dare vita ad un gruppo di lavoro che coinvolga Asl, Università, Scuole e Privato sociale capace di dare vita ad un Piano di prevenzione comunale sul disagio giovanile. è un obiettivo molto ambizioso soprattutto se si considera che non ci sono risorse economiche dedicate ma a Cassino ci sono tante persone fortemente motivate e sono sicuro che entro l’autunno metteremo in campo le prime azioni.

Un altro tema scottante è quello dell’immigrazione, come pensi di affrontare questa nuova frontiera?

Per me la presenza di cittadini di origine straniera rappresenta una grande risorsa ed una grande opportunità: in Italia gli immigrati lavorano, pagano le tasse, creano imprese che danno lavoro, hanno grande voglia di affermarsi e sanno che devono guadagnarsi tutto. Vorrei che le politiche di integrazione fossero caratterizzate il più possibile dal principio della reciprocità affinché anche noi possiamo scoprire la cultura e il fascino di mondi e di esperienze prima lontane. Ci sono comunità e associazioni che spero di incontrare al più presto per progettare insieme momenti di condivisione aperti alla città ma anche risposte ai bisogni di coloro che ancora non hanno trovato una condizione di vita dignitosa per mancanza di una casa, di un lavoro o per la lontananza dalla famiglia di origine. Dobbiamo imparare a guardare negli occhi queste persone, a scambiarci il racconto delle nostre storie, dobbiamo capire, come è già evidente in tutto il mondo civile, che il colore della pelle non fa la differenza tra le persone che hanno esattamente gli stessi diritti e gli stessi doveri.

Ultima domanda: da dove hai tirato fuori il nome Assessorato alla Coesione sociale?

Ho provato a dare una cornice di senso alle deleghe ricevute dal Sindaco: politiche sociali, politiche giovanili, integrazione e periferie. L’Assessorato deve fornire servizi ai cittadini, come ha sempre fatto, ma non si esaurisce tutto lì. La vera rivoluzione sta nel comprendere che la responsabilità della tenuta della città è di tutti e solo se saremo capaci di una coesione vera potremo dare risposte che vadano oltre le poche possibilità che oggi hanno i comuni. Dieci anni di crisi economica hanno sfiancato tutti, c’è poca fiducia nel futuro, avvilimento generale, lo spettro della disoccupazione che genera ansia, depressione, disagio sociale. Allora bisogna fare un’opera di ricucitura del tessuto sociale, partendo dagli ultimi ma coinvolgendo tutti gli strati sociali, scommettendo sulla solidarietà come atteggiamento di fondo e sul senso civico di tutti coloro che si riconoscono in un destino comune. In questi pochi primi giorni di Assessorato, ho già ricevuto tantissime disponibilità alla collaborazione da parte di professionisti, imprese, associazioni che non vedono l’ora di mettersi al fianco di un nuovo modo di fare politica. Ecco, vorrei che la coesione sociale fosse la vera mission di questa esperienza amministrativa.

Spread the love